FAI DECOLLARE LA TUA WEB ANALYTICS. CON GOOGLE TAG MANAGER.

Le guide e i video tutorial gratuiti di Matteo Zambon, autore del libro "GTM per chi inizia"

Guida Base: Come Configurare i Parametri UTM con Google Tag Manager

Guida Base Come Configurare i Parametri UTM con Google Tag Manager

Premessa

L’esempio di implementazione è pensato per una pagina particolare dove l’utente atterra a seguito di un’azione di web marketing. In realtà ci sono molte altre casistiche dove il tracciamento UTM potrebbe essere utile.

In questa guida ti spiegherò quanto è semplice configurare i parametri UTM con Google Tag Manager. Per rinfrescarti la memoria ti consiglio di dare un occhio al Glossario di cosa sono i parametri UTM di Google Analytics.

Sei pronto a tracciare le tue campagne di Web Marketing?

Iniziamo 🙂

STEP 1 – Creiamo il Tag di Universal Analytics

Ipotizziamo che tu voglia tracciare i parametri su una determinata pagina (landing page) linkata da un’azione di email marketing (DEM).
La prima cosa che devi fare è creare un Tag di Google Analytics seguendo questa guida mettendo come attivatore l’url della pagina, così da attivare questo Tag esclusivamente sulla landing page.

STEP 2 – Configura i parametri UTM

I parametri UTM sono davvero semplici da configurare in Google Tag Manager ti basta andare su:

Configura tagUlteriori impostazioniCampi da impostare

Nome campo ► campaignSource – Valore ► Valore fisso o di una variabile personalizzata di GTM

Nome campo ► campaignMedium – Valore ► Valore fisso o di una variabile personalizzata di GTM

Nome campo ► campaignContent – Valore ► Valore fisso o di una variabile personalizzata di GTM

Potresti inserire altri parametri opzionali.

step parametri utm google tag manager

Pensa in grande.

Pensaci bene, attraverso questo metodo non sei obbligato ad esplicitare i valori nella Query String URL. Potrebbe essere molto utile nel caso tu non voglia esplicitare quei valori nell’URL. Se ci pensi ancora più a fondo potresti creare una gestione dinamica in base a dei valori url attraverso a delle variabili di tipo tabella di ricerca.

Ti è stata utile questa guida? Se hai dubbi o domande lasciami pure un commento e mi raccomando… iscriviti alla newsletter!

A presto e buon Tag!

10 commenti su “Guida Base: Come Configurare i Parametri UTM con Google Tag Manager

  1. Ciao, ho capito il senso di avere parametri UTM dinamici che non sono creati solo da URL Builder.
    Mi chiedo la variabile “contenuto” è una variabile personalizzata che hai definito prima e che va a prendere cosa c’è dopo utm_source come esempio?

    Come fai a definire una variabile di questo tipo? Grazie.

    • Ciao Samuele, dipende da cosa vuoi fare, le opzioni sono davvero tante.
      Potresti non dichiare nulla nell’URL e cambiare il source in base (ad esempio) al referral.
      Oppure potresti passarti dei parametri dinamici nell’URL (quindi non i classici utm_XXXX) e in base a quei valori cambiare su GTM la configurazione.

      Dovrei capire meglio il tuo caso per risponderti.
      Tipicamente l’approccio che faccio è usare tabelle di lookup in base alle esigenze.

  2. Ciao Matteo,
    la possibilità di gestire automaticamente i campi UTM source, campaign, medium è una manna dal cielo.
    Quello che non è chiaro è come configurare i valori di tali parametri affinchè siano dinamici.

    Sarebbe figo poter impostare per ciascun campo una variabile di default del tipo:
    Nome Campo Valore
    campaignSource {{source}}

    Chiaramente la variabile {{source}} non esiste di default quindi immagino occorra creare delle variabili ad hoc.
    Per coloro che purtroppo non potranno essere presenti al tuo evento di Marzo, potresti creare una guida che illustri come fare?

    Mille grazie.

    • Ciao Francesco!

      Mi spiace che non potrai esserci all’Inbound Strategies a Milano, mi avrebbe davvero fatto piacere conoscerti. All’evento parlerò esattamente di questo tema, e sicuramente creerò una guida che ti aiuterà a capire meglio il #barbatrucco.
      A proposito ti consiglio di iscriverti alla newsletter così sarai subito aggiornato non appena sarà fatta!

      A presto e grazie mille a te della richiesta!

  3. Ciao Matteo.
    Diverse volte sono tornato su questo post. Nel frattempo, ho educato i miei collaboratori ad usare un excel per la creazione di url traccianti. Ma non ho mai usato tale metodo perché non l’ho capito fino in fondo… Ti faccio quindi una domanda: se io avessi una landing page a cui si arriva tramite diversi post sui social (al momento preparo un link tracciante per ciascun social – ogni post è trattato come una campagna), riuscirei ad ottenere il tracciamento delle visite dai social senza dover creare n link quanti sono i social? Già scrivendo la domanda mi sembra una cavolata quella che ti ho chiesto… Potresti farci un esempio concreto?

    • Si è possibile farlo. Lo spiegherò molto bene all’evento di Marzo 2017 all’Inbound Strategis a Milano. Il #barbatrucco è usare delle variabili parlanti nei parametri UTM.

      A presto!

  4. Ciao Matteo, grazie dell’articolo. Direi che la frase “ensaci bene, attraverso questo metodo non sei obbligato ad esplicitare i valori nella Query String URL. Potrebbe essere molto utile nel caso tu non voglia esplicitare quei valori nell’URL.” risulta abbastanza criptica. Cosa vuoi dire esattamente? che puoi passare i parametri pushandoli nel datalayer senza doverli prendere dalla querystring? Puoi spiegarti meglio?
    Grazie
    Luca

    • Ciao Luca,
      si esattamente. Potresti inserire semplicemente un valore del tipo sito.it/#1 ed applicare delle regole così da non far vedere in modo esplicito i valori UTM.

      A presto!

  5. Ciao Matteo, non riesco a capire l’utilità della configurazione dei parametri UTM con tag Manager. Il link Google costruito con google link builder dovrebbe essere sufficiente a tracciare le sorgenti di traffico.

    • Ciao Luca, nessun problema cerco di farti alcuni esempi più chiari.
      Non è sempre detto che tu riesca a creare i parametri UTM (agenzia che invia DEM), oppure hai già nella querystring URL i valori che ti servono senza aggiungere i parametri UTM, o ancora potresti voler “nascondere” i parametri UTM senza renderli espliciti (e quindi manovrabili da qualche simpaticone che si mette lì a cambiarteli).
      Ora la mia guida non vuole essere: usa GTM per gestire gli UTM, ma “GTM riesce a gestire i parametri UTM con tutte le potenzialità delle variabili di GTM”.
      Ti è più chiaro?

Hai ancora qualche dubbio? Chiedi pure qui sotto, sarò pronto a risponderti!

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